Silia

ce la posso fare (forse)

Posted on: 14 marzo 2009

volo solo quando c'è vento (iltabe)

volo solo quando c'è vento (iltabe)

Life is beautiful – Noa

Manca poco ormai.. me la sto sudando e voglio rendervi partecipi…
vi voglio bene.

Ringraziamenti

Scrivere i ringraziamenti della tesi è probabilmente il passaggio più delicato di tutto il periodo pre-laurea.

Ho sempre paura di dimenticare qualcuno, di usare le parole sbagliate o di adottare un ordine che scateni fiumi di polemiche del tipo
“Perché lui/lei viene prima di me?”.

Onde evitare tutto ciò, nonché qualsiasi tipo di gaffe e musi lunghi, metto le mani avanti e avviso i miei fidati lettori che scriverò questi ringraziamenti secondo un criterio all’avanguardia, scientificamente provato ed infallibile:
‘a sentimento’.

Nel groviglio di visi, voci e nomi, il primo ‘grazie’ và, senza ombra di dubbio, alla mia famiglia: mio padre, che mi ha tenuto compagnia con sms senza punteggiatura e videochiamate su Skype quando ero a Madrid; mia madre e la sua carica da generale, che ha saputo rendermi saggiamente responsabile di me stessa e mi ha insegnato molte più cose di quanto lei pensi; mia sorella Giulia, perchè, nonostante litigate, incomprensioni e ‘faccine’, mi dà sempre la possibilità di confrontarmi e mettere onestamente in discussione. Allargo il ringraziamento a tutta quella fetta di famiglia che (purtroppo) non vive con me e che posso vedere solo pochissime volte l’anno: un ‘grazie’ speciale lo devo a Mariella, zia Rosa, zia Mary, Nicoletta e alle mie due nonne.

Ringrazio Ale dal profondo del mio cuore, anche se so bene che non sarà con me per festeggiare questo giorno importante, ma sento il bisogno di ringraziarlo ugualmente, perchè, in fondo e nonostante tutto, a Madrid c’eravamo noi due.

Grazie ai miei tesori, Filippo, Luca e Marco (questi li metto in ordine alfabetico, sennò litigano!), perchè voglio loro bene come se fossero miei fratelli, perchè sono sempre pronti a dirmi la cosa giusta al momento giusto.

Sempre in tema “fratelli acquisiti”, ringrazio quel matto farcito di Enri e colgo l’occasione con questi ringraziamenti per scusarmi con lui e ammettere che all’inizio mi ero fatta un’idea davvero sbagliata sul suo conto, ma il bene che gli voglio ora e la stima che ho nei suoi confronti hanno cancellato del tutto quelle falsate brutte impressioni.

Grazie alle mie due migliori amiche, le mie bambine, le mie gemme preziose, Frek e Bubi, per il semplice fatto che ci sono sempre.

Grazie alla mia dolce Cat, perchè, per qualsiasi cosa, a qualsiasi ora, con la pioggia o con il sole, su di lei posso sempre contare.

Grazie alle mie insostituibili colleghe della prima fila, Micky, Anna e Vale, così incredibilmente diverse da me e tra di loro, ma delle quali non potrei fare a meno.

Grazie anche ad un altro tipo di colleghe, Lucia e Laura, con cui sono fiera di condividere la più meravigliosa ed intensa delle passioni: questo flamenco che un po’ ci fa anche soffrire, ma che, per distrarsi dal resto del mondo, è sicuramente più efficace di un allucinogeno.

Un grazie (con inchino) a Ilaria, Marianna, Andrea ed Elisa, i vecchi colleghi Biotec triennali, un po’ sparsi per l’Italia e per il mondo, con la promessa (e la speranza) di non aspettare un matrimonio o la nascita di un pargolo prima di rivederci!

Come ho ringraziato i vecchi amici, mi sento in dovere anche di ringraziare i ‘nuovi adepti’ che sono da poco entrati a far parte della mia vita, ma che stanno già dando grande prova di sopravvivenza e stoica sopportazione della sottoscritta! Perciò ‘grazie’ a Erika, Elia, Fra, Luca, AnCela, Meri, Font, zio Enri, Irene, Don, Sabri, Ciccio, Jessica e Michael.

Un serio e sentito ‘grazie’ per i miei professori Alessandro Silvani, Emanuele Perez e Giovanni Zamboni, per aver curato la stesura di questa tesi e supportato pazientemente la mia smaniosa voglia di partire per la Spagna.

…e a proposito di Spagna…

Muchissima gracias a Miguel Garzon, Angel Nuñez y todos los chicos del Departamento de Anatomia, Histologia y Neurociencia de la UAM: Esther, Yasmina, Eduardo, Marta y Marta, Pepo, Tamara, Jos, Cesar, Agi, Tania, Maria, Ximena, Pilar… y los que he olvidado!

Me echais de menos, chicos.

And last, but not least (perchè a noi piace anche essere un po’ inglesi..)

ringrazio Gianluca per essere così complicatamente piombato nella mia esistenza, molesto come il flash di una foto negli occhi, ma dolce e sincero come mai avrei immaginato… grazie per avermi ascoltata, capita, consolata, caricata, ma anche criticata. Grazie per avermi accompagnato con Mister (all’alba) a litigare con la segreteria, per avermi fatto da editor in copisteria e per tutte le innumerevoli volte in cui mi hai dimostrato la grande stima che hai nei miei confronti.

E infine, siccome sono famosa per essere una personcina opportunamente modesta… GRAZIE A ME!

Silvia

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2 Risposte to "ce la posso fare (forse)"

Il 26 Marzo 2009 “Il Bologna”, giornale gratuito apre con “I mostri del lago, dopo anni i Giardini Margherita vengono ripuliti”. Evidentemente si sono dimenticati di ciò che da li a poco sarebbe avvenuto nell’aula del padiglione 8 dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna. 4 temerari escono alle ore 12, in un ritardo mostruoso, dall’aula 2.8 di Ingegneria per non perdersi l’evento del mese, l’incoronazione d’alloro della nostra Silvietta. La 500 verde con tettuccio apribile sforza sulla corsia centrale dei viali bolognesi. Alla guida Erika, padrona del mezzo, autista perfetta. Alla sua destra Luca, il quale ha avuto anche da lamentarsi del poco spazio a disposizione non ricordando forse che dietro, in quello che possiamo solo superficialmente definire sedile posteriori, vi erano due ragazzi, Elia e Fra, quest’ultimo alto 1,85 mt. Scesi al livello -2 del parcheggio interrato dell’ospedale i 4 (acciaccati) si dirigono al padiglione 8. Aspettano fuori dall’aula credendo regnasse il silenzio per via delle discussioni. Dopo almeno 5 minuti Luca, il più temerario, apre appena la porta cercando di non fare rumore e quindi evitarsi una figura di merda. La figura di merda ci esce e poi come; l’aula è vuota e il tizio nella cabina ci dice “ah belli! le lauree sono finite almeno un’ora fà! Mierd! Dopo innumerevoli tentativi Erika riesce a parlare con la Silvia, scambiandola inizialmente per la sorella Giulia. Ci dirigiamo sparati verso Zanarini dove si sta consumando un aperitivo a suon di Presecco (il migliore mai bevuto dal sottoscritto) e dei gran stuzzichini a base di acciuga. Finalmente i 4 temerari riescono a congratularsi con la Silvia per l’ottimo risultato. Foto, baci, abbracci, una cavolata qua e la e i 4 si ritrovano una bella multa da 38 euro sul cruscotto della mitica 500 verde targata Napoli69. Ma ne è valsa la pena! 110 volte grazie a te Silvia!

Francesco

🙂 troppo bella.. troppo troppo.
Te la pubblico anche questa!

ti voglio bene,
VI voglio bene

Silvia

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