Silia

ripensandoci però…

Posted on: 3 marzo 2009

I giorni dell'abbandono

I giorni dell'abbandono (iltabe)

Quando conosci per la prima volta una persona, c’è sempre una piccola serie standard di domande a cui vieni sottoposto..

“Cosa fai nella vita?”

“Studi?”

(SE SI) “AH..bello….. e dopo cosa vuoi fare?”

“Abiti qui vicino?”

“Sei impegnata/single/fidanzata/sposata?”

“Ma sei la sorella di Giulia Tortorella?” (questa è nella top 5)

Di solito le risposte sono anche abbastanza semplici..

Mi sto laureando in Biotecnologie Mediche specialistica, quindi biennio, quindi tra 1 mese sarò allegramente disoccupata. Non farò il dottorato dopo la laurea, probabilmente mi darò alla Scienza Forense a Parma e completerò la mia ascesa nel mondo del flamenco come ballerina.

Abito in via Lorenzetti.. lì al capolinea del 21, alla Filanda, sotto SanLuca, prima di entrare a Croce di Casalecchio… mi sono trasferita da poco, prima abitavo in centro, via Riva Reno. Eh si.. il cambiamento di sente eh. Però la mia nuova casa mi piace, ho camera tutta mia e blablabla..

Sono uscita da una storia lunga e importante l’anno scorso, ma ora, inaspettatamente mi sono ritrovata avvolta dalla nuvola di zucchero filato di una relazione complicata con un ingegnere che di mestiere fa l’artista, quindi un po’ anomalo (ed esibizionista), ma che mi piace più della cioccolata e con cui non mi stanco mai di ridere.

SI, SONO LA SORELLA DELLA GIULIA!

In pratica mi servirebbe una serie di volantini con scritte queste 15-20 righe da distribuire alle nuove conoscenze.. soprattutto in occasioni importanti, tipo feste, rimpatriate e robe varie di famiglia.. in cui la gente che ti tartassa di domande è affamata e smaniosa di risposte (che ovviamente dopo 5 minuti avrà già dimenticato).

Invece col mio bel volantino (in cui ci sarà anche la mia foto, la data di nascita, numero di matricola e le mie misure), non dovranno nemmeno avvicinarsi e, come si dice a Bari, ‘manc la boocc dovrann aprire!’

Potrei brevettarlo……

Ma dove volevo andare a parare con questo discorso?..

Ah.

Sì.

C’è una domanda però.. una sola.. che mi mette SEMPRE in crisi.

“Di dove sei?”

Pa-

ni-

co.

Io vi assicuro che ogni volta che qualcuno pronuncia, rivolgendosi a me, queste 3 parole seguite da punto interrogativo.. tremo.

Non so mai cosa rispondere, è imbarazzante, mi sento veramente figlia di nessuno, figlia della Terra di Nessuno.. che sarebbe la Grecia.. quindi sono greca alla fine?

Potrei rispondere “Di Itaca”. Tiè.

E finirla lì.

Oppure fare la vaga mascherando l’accento misto del sud e dire “Di Bologna”, ma, a parte che non ci crederebbe nessuno…  io NON sono di Bologna!

Io non so di dove sono.

Sono nata a Ostuni, ma non ci ho mai vissuto. Tranne l’estate, e se per ‘vivere’ intendiamo il senso filosofico-profondo-mistico della parola, allora ho vissuto più a Ostuni (finora) che in qualsiasi altro posto. Ho viaggiato tantissimo, mi sono spostata tantissimo. Varese, Palermo, Roma, Firenze e infine Bologna.

Ahh! Ma attenzione!!

Qui parte AUTOMATICA la domandona da 10 milioni di mille lire…


“Quale ti è piaciuta di più?”


……… Ma che razza di domanda è?

No, scusate, parliamone. Come si può paragonare il giudizio di una bambina di 5 anni su Palermo, con quello di una adolescente di 15 anni su Firenze e aggiungiamoci pure quello di un’ universitaria a Bologna!!

Come direbbe Bagnara .. “E qui facciamo la media tra le biciclette e i mandaranci!”

Quindi SMETTETELA  di chiedermelo perchè la risposta è BOH!

Non lo so.

Passaparola.

Potrei farvi un dettagliato elenco di posti dove andare a mangiare bene e spendendo poco in ognuna di queste città. Quello sì.
Per informazioni chiamatemi pure al cellulare, saprò indirizzarvi molto bene. Fidatevi. No perditempo. Ore pasti. Quindi sempre.

Tornando seria..

Non so davvero di dove io sia.

So che mi piace la città, ma amo incondizionatamente il mare e non potrei mai vivere senza.

So che ho amici sparsi per tutta Italia, amici che sono felice di sentire ancora dopo anni e a volte anche di rivedere.. scoprendo con infinito piacere che nulla è cambiato e che si è sempre i soliti anche se la vita cerca di plasmarci continuamente.

So che i miei ricordi più belli sono indiscutibilmente legati alla Puglia. Riaffiorano al minimo accenno di vecchia canzone, di odore o profumo, di frase, fotografie e lettere.

So anche però che a Bologna ho lasciato ormai il mio cuore in più di una luogo, di una via, di una panchina e di un colle…

che il Minghetti è stato il mio liceo, che le mie due migliori amiche vivono qui, che sono molto fortunata a poter ‘andare in giro per i colli bolognesi’ con una Vespa (e un pilota..entrambi molto special) diciamo più o meno quando mi pare..

che Bologna è stato il primo luogo a cui ho pensato quando, in volo da Madrid lo scorso Luglio, mi dicevo

“Torno a casa finalmente”






Annunci

2 Risposte to "ripensandoci però…"

Credo che questa sia la risposta alla domanda. Casa è dove ci sentiamo di tornare quando non siamo lì. “Casa è dove fai l’albero di Natale” era la frase con disegnino di Snoopy che mi sono portata dietro quando mi sono trasferita in Toscana, lasciando tutti i miei cari qui, figli compresi. Quando avevo malinconia, mi bastava guardare quel disegno e mi sentivo a casa.

…occhi lucidi.

E un pensiero che vola verso la mia casa al mare… e al suo odore.. di sale, legno e tempera.
Non ho mai fatto l’albero di Natale lì.
Ma quella, per me, è più casa che mai.

Grazie per le tue parole, semplici, inaspettate ed incredibilmente concrete.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: