Silia

Mi sono trasferita

Pubblicato da: shalamun su: 20 gennaio 2012

Seguaci! 

Ho bandito la tristezza, ho scacciato l’amarezza
ho rotto quattro tazze e ho spostato baracca e burattini in un mondo bipolare.

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Silly

30 Dicembre 2010

Pubblicato da: shalamun su: 30 dicembre 2010

1 altro giorno e quest’anno che qualcuno ha definito ‘di merda’ finirà.
Letteralmente NON VEDO L’ORA.

Sto diventando cinica e mi sta passando l’amore.
Verso tutti.

Greatest Hits

Pubblicato da: shalamun su: 15 giugno 2010

Negrita - Ho imparato a sognare


1# Io e la Bubi che balliamo sotto le stelle di Central Park.

2# Il primo giorno di scuola a Roma, quando ho preso per mano mia sorella che piangeva a dirotto.

3# Mia madre che mi accompagna fuori dal Thyssen-Bornemisza a Madrid, io semi-svenuta, con 40°C all’ombra, e mi compra il plumcake di Starbucks.

4# La notte che ho visto le lucciole per la prima volta a Monte Donato.

5# Mio padre che mi lega al collo la bandiera della Spagna il giorno della mia laurea.

6# L’abbraccio di Filippo, senza una parola, dopo la telefonata più difficile e dolorosa della mia vita.

7# Ballare la siguiriya sotto la pioggia al chiostro San Martino.


8# Il giorno che ti ho incontrato


Silly question, Eugenio reply

Pubblicato da: shalamun su: 20 maggio 2010

La mia domanda è questa:

Si può distruggere con le proprie mani la propria felicità?
Frammentare il cuore, due cuori, come due biscotti secchi, lasciare scivolare quelle briciole irregolari, alcune appuntite, su un tavolo spoglio che odora di vecchio… e lasciare che sia il vento a spazzarle via?

Si può?
Posso farlo?



Si può? Sì.
Posso farlo? No.

Ebbene sì, possiamo farci del male con le nostre mani. Accade. Magari una distrazione, la stanchezza, la noia. Accade.
Magari proprio perché il tavolo dove mangiamo odora di vecchio, allora non ci curiamo delle briciole che seminiamo. Più o meno coscienti, accade.
Ma dici bene: si può lasciare che il vento le spazzi via? Certamente.
Una brezza basterà a portarle altrove, magari in bocca a qualche uccello, magari in terra per qualche formica, o ancora, in terra.
E ciò che cade in terra, se è buono, fa terra. E poi la terra germoglia, e poi si miete, e poi si raccoglie, e poi si macina, e poi si impasta, e poi si cuoce.
E poi si sforna. E poi si mangia.
Cosa? Ma biscotti. Nuovi biscotti. Accade. Così.

Si può? Sì.
Posso farlo? A ben pensarci…

Il tenero chicco di grano, prima di diventare biscotto, deve subire di tutto. E aspettare.
Parte ne mangeremo, parte cadrà in terra.
Parte ci nutrirà, parte darà altri frutti.

Si può? Sì.
Posso farlo? Puoi. Scegli di che nutrirti, scegli quali frutti avere.

Ah… con i biscotti sbriciolati si possono comunque fare buonissime torte. Ti devi procurare un po’ di altri ingredienti, ma c’è chi ne ha da vendere…

la farfalla

Pubblicato da: shalamun su: 19 maggio 2010

… poi guardai fuori dalla finestra.
Il sole era già tramontato, ma la luce era tanta..
oppure molta..

e la vidi.

Una piccola farfalla, minuscola,
che avrei potuto scambiare per una fogliolina secca
che danza cullata dal vento della sera.

Spinta da un verso
lei volava dall’altro.

La fatica l’ho percepita guardandola:
sbatteva frenetica le minuscole ali,
pochissimo avanzando,
a volte cedendo al riposo gravitazionale

Io avrei voluto imparare ad essere così.
Forte.

Senza chiedermi continuamente il senso delle cose
il significato dei gesti..
senza dipendere dalla verità.
La verità.. questo ‘mito’, la virtù che ho perseguito e venerato sopra ogni cosa,
ma che mi ha solo fatto del male.

E so che continuerà a farlo.

Mentre sbatterò le ali, lei sarà lì,
a soffiarmi contro..
e per quanto potrò essere forte,
per quanto riuscirò a volare

prima o poi
mi porterà via.

Ghirigori visigoti

Pubblicato da: shalamun su: 30 marzo 2010

Ci sono fulmini e saette in grado di dividerci dentro
una volta sola.

Passano, tagliano, strappano.
Pioggia che non finisce mai.

Quel filo nervoso di luce, irrompe,
tra le nuvole, preparandosi al sereno,
lasciando spazio
ad un arcobaleno.

Pioggia che non finisce mai.

Solo una volta,
cielo di un colore mai visto.

Poi non lo fa più.

Doppia Esposizione

Pubblicato da: shalamun su: 3 marzo 2010

Biagio Antonacci - Le cose che hai amato di più






Dai una stoccata al fiammifero.
Si accende, e la fiammata è forte. intensa.
Lo metti a testa in giù e, guarda un po’.. aumenta.
Lo rimetti al posto giusto.. e dopo un po’ si spegne.

Abbiamo acceso mille fiammiferi,
ne avevamo una scatola piena.
Uno dopo l’altro
Uno insieme all’altro, anche.

Ci bruciavamo, a volte,
ma che ci importava.
Con tutta quella luce, quel calore
a nessuno importa.. se ci si ride un po’ su.

Avrei voluto festeggiare i miei 18 con voi,
scandagliare le opzioni dell’università,
avrei voluto farvi vedere come guido la macchina,
la ballerina di flamenco che sono diventata.

Avrei voluto vedere la finestra sul tuo cuore,
mentre, a braccia aperte, ti mostravo il mio.
Parlarti delle mie paure, delle mille paranoie.
Dirti che saresti stata perfetta per essere la mia testimone di nozze.

Avrei voluto..
e vorrei.
Ma il fiammifero si è bagnato di quelle lacrime che non sono mai cadute.
O si è spento..

..al soffio di una folata di fredda tramontana.

L’amore si odia

Pubblicato da: shalamun su: 21 gennaio 2010

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noi ..che sei tu e sono io, ma a volte quel pronome ci scappa... ed è quello che ci frega

L'amore si odia - Noemi feat. Fiorella Mannoia


Noi che il ‘complicato’ è sinonimo di ‘meraviglioso’.
Noi che, ad ogni bottiglia di rosso, si brinda a turno.
Noi che litighiamo continuamente..
Noi che.. facciamo pace continuamente.

Noi che ‘le Domeniche sono fatte per ridere o per piangere’
Noi che amiamo il cinema.
Noi che amiamo arrivare al pelo al cinema…
Noi che ci droghiamo di film anche al pc.

Noi che il formaggio è buono col miele.
Noi che le cene le sappiamo organizzare fino all’ultimo dettaglio.
Noi che amiamo le luci soffuse delle candele.
Noi che l’Ambra è l’odore di un ricordo indelebile.

Noi che Mister Breeze e Dannie Su.
Noi che siamo sempre in ‘mega ritardo’.
Noi che svisceriamo fino all’ultimo qualsiasi cosa.
Noi che Non è Francesca… quindi è Todrani.

Noi che dettiamo silenzi.
Noi che rompiamo i patti, ma siamo di parola.
Noi che siamo a quota 100 telepatie.
Noi che Naso&Gola, Moretto, Zammù, AltoTasso, Swine, Baretto..

Noi che dormiamo incastrati.
Noi che Sml e OidoiT… beatatu e porcosecchiello.. Shalamun & Khalamar, Omar e Olivia, Alfredo e Carolina, Juan e Silly.. Silvia e Gianluca
Noi che la Biennale è perché c’è due volte l’anno.. e ogni giorno è Capodanno..
.. che ce ne freghiamo e festeggiamo l’anniversario anche dopo solo 10 mesi.


Noi che… io scrivo qui e tu ogni tanto leggi forse senza capire…

Noi che dicevamo di non litigare mai.

Noi che ci siamo persi da qualche parte..


(..ed io tra tutti i finali che ho cambiato negli ultimi 3 mesi per concludere il post.. decido di scegliere questo.. forse me ne pentirò, però voglio rischiare)


Noi che ci siamo persi da qualche parte..

ma che, inevitabilmente,
sempre ci ritroviamo

e tu mi prendi la mano..

..anche al buio.

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Cambio di direzione

Pubblicato da: shalamun su: 18 gennaio 2010

If u don't like, u don't pay

Chaiyya Chaiyya - A. R. Rahman

[...]

E poi, mentre sono qui a studiare Statistica, in ciabatte, masticando il tappo della penna e ascoltando il rumore della ventola del pc.. un pensiero si forma nella testa.
E’ come un’immagine nel microscopio non a fuoco, in un primo momento non ci faccio caso, poi rapisce i miei occhi un istante. Quanto basta a darle importanza.
Giro la manopola e metto a fuoco.
E’ un frammento di carta riciclata, morbida, solcata da un tratto blu che ha tratteggiato queste poche parole:

Ho trascorso un weekend meraviglioso.
Sono felice!

sotto c’è la mia firma, un cuore e immagini sovrapposte l’una all’altra: …un aperitivo esilarante e chiassoso accanto ad uno più intimo e decisamente femminile, una sveglia che non ha suonato, un esame finito bene, un bambino che mi fa ‘ciao’ dal finestrino, noi 3, gli irriducibili, correre in macchina, ed io che ballo da sola… odore di ambra, gli occhi di Gianluca, le parole che scivolano dentro la gola come miele, quel miele magico, che lenisce tutte le ferite.
Un abbraccio vero, il suo.

Uno immaginario, ma tuttavia reale

quello di chi, anche senza saperlo, ha reso possibile questo cambio di direzione.

Fue un copo de nieve, ahora soy una gota de lluvia

Pubblicato da: shalamun su: 17 dicembre 2009

a delicate world

James Horner – One last wish
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